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  • Redazione GTCS

Preservare il suono di un film


Il budget mai del tutto sufficiente e la conseguente scarsità di tempo concesso alla postproduzione del suono filmico, nonché l’affacciarsi di nuove tecnologie come il recente Dolby Atmos suggeriscono di archiviare non solo i masters audio digitali prodotti in sala mix, e gli stem separati nella forma di

elementi diegetici della versione originale,

musiche di commento,

mix senza dialoghi e senza musica della colonna internazionale

con, talvolta, ulteriori separazioni, come nel caso della voce narrante nei documentari,

bensì anche tutto il materiale registrato in presa diretta e al doppiaggio, quello montato dal montatore di presa diretta, i rumori dei rumoristi con eventuale loro premix, le musiche registrate, il loro montaggio su scena magari a colonne separate.

L’entità di questo materiale, più un video di supporto a qualità ridotta, per praticità e riferimento, non supera in genere i 200 GB, valutando un costo di memorizzazione, inclusivo anche dei tempi, del personale e dei macchinari coinvolti, inferiore ai 1000 euro, cui sommare eventualmente un piccolo costo di stoccaggio annuale.

E’ insomma altamente vantaggioso procedere ad uno stoccaggio “esteso” come qui proposto, visto il probabile riutilizzo in future riedizioni, migliorative.

Esistono alcune serie complicazioni legate all’uso di software e plugins la cui esistenza o compatibilità con versioni future non è garantita, per cui vanno applicate strategie particolari e specialistiche.

GTCS offre questo servizio dal 2019.

Per informazioni scrivere a info@gtcs.it

#restauro #preservazione #archiviazione #multimedia #servizi

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